federazione delle chiese evangeliche in italia
servizi servizio rifugiati e migranti - news e appuntamenti

servizio rifugiati e migranti - news e appuntamenti

Costituita l'associazione 'Carta di Roma'
Carta di Roma
(Protocollo deontologico della professione giornalistica concernente
richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti)
Comunicato stampa
Roma 16 dicembre 2011
COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE “CARTA DI ROMA”, TIZIANA FERRARIO PRESIDENTE
Si è costituita oggi l’associazione “Carta di Roma“ con lo scopo di dare attuazione all’omonimo
protocollo deontologico della professione giornalistica concernente richiedenti asilo, rifugiati,
vittime della tratta e migranti, sottoscritto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla
Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Ne fanno parte: A buon diritto, Acli, Amnesty International, Arci, Archivio immigrazione, Asgi,
Comunità di Capodarco, Centro Astalli, Cestim, Cnog, Cospe, Federazione delle Chiese
evangeliche in Italia-Fcei, Fnsi, Istituto Paralleli, Lunaria, Rete G2 - Seconde generazioni, Unhcr
(invitato permanente) e Unar (osservatore permanente).
L’Associazione ha eletto presidente Tiziana Ferrario, giornalista del Tg1 e rappresentante
dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
Scopo dell’associazione è la promozione di iniziative per assicurare una responsabilità sociale
dell’informazione sui temi dell’immigrazione e dell’asilo e, in generale, per garantire il rispetto delle
minoranze, la correttezza dell’informazione e il superamento degli stereotipi.
È un momento d’incontro tra le espressioni della società civile, le rappresentanze professionali
giornalistiche e il mondo della ricerca: un segnale tanto più importante alla luce dei gravi episodi di
Torino e Firenze, entrambi caratterizzati da violenza di stampo razzista e xenofobo.

======================================================== Campagna L’Italia sono anch’io

 

Sabato 1 ottobre

Giornata nazionale di raccolta firme

L’elenco delle città che ospiteranno i banchetti+

Sabato 1 ottobre i promotori della campagna “L’Italia sono anch’io” organizzano una giornata nazionale di raccolta firme a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare che hanno presentato.

 

A Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Bari e in decine di città italiane i comitati locali della campagna allestiranno banchetti e organizzeranno incontri di sensibilizzazione. Un importante appuntamento nazionale che avvicinerà l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per ciascuna delle due proposte di legge. Sono infatti, a pochi giorni dal lancio della campagna, già decine i comitati locali costituiti e migliaia le persone che hanno deciso con la loro firma di sostenere la modifica dell’attuale normativa sulla cittadinanza e introdurre il diritto di voto alle amministrative per le persone di origine straniera.

La mobilitazione per la raccolta di firme continuerà in tutta Italia, anche nei giorni successivi il primo ottobre, con molti appuntamenti locali. Sono infatti già in programma iniziative a Parma, a Salerno e in decine di altre città dove si stanno attivando i comitati locali.

La campagna L’Italia sono anch’io è promossa da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editoreCarlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.

In allegato una scheda comparativa che evidenzia cosa cambierebbe rispetto alla normativa attuale se venissero approvate le due leggi di iniziativa popolare e l’elenco delle piazze in cui sabato 1 ottobre sarà possibile firmare, al quale nei prossimi giorni se ne aggiungeranno molte altre. E’ possibile consultare l’elenco aggiornato delle iniziative sul sito www.litaliasonoanchio.it.

Roma, 29 settembre 2011


 
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 Comunicato stampa - CommDH 023(2011) “L’Italia dovrebbe rispettare maggiormente i diritti dei rom e dei migranti”

Strasburgo, 07/09/2011 – “La situazione dei rom e dei sinti in Italia resta fonte di grande preoccupazione. È opportuno porre l’accento non sui provvedimenti coercitivi, come le espulsioni e gli sgomberi forzati, ma piuttosto sull’integrazione sociale e la lotta contro la discriminazione e l’antiziganismo”, ha dichiarato oggi il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg, in occasione della pubblicazione del rapporto stilato a seguito della visita del 26 e 27 maggio 2011 in Italia, nel corso della quale ha discusso della situazione della minoranza rom e dei migranti nordafricani. Il Commissario è preoccupato per la retorica razzista e xenofoba contro rom e sinti. Questo fenomeno deve essere contrastato con l’ausilio di misure efficaci, in particolare attraverso iniziative di autoregolamentazione da parte dei partiti politici, e tramite la vigorosa applicazione delle disposizioni penali contro i reati di matrice razzista. Il Commissario insiste inoltre sulla necessità di far conoscere meglio la storia e la cultura rom al fine di lottare contro l’antiziganismo, ad esempio grazie alla diffusione e all’utilizzo delle schede illustrative sulla storia dei rom elaborate dal Consiglio d’Europa. Le recenti espulsioni di rom e sinti, spesso svoltesi in violazione delle norme relative ai diritti umani, hanno avuto un impatto negativo non solo sulla fruizione del diritto all’alloggio, ma anche di altri diritti, come il diritto dei minori all’istruzione. “Le autorità italiane dovrebbero agire in conformità delle norme internazionali e del Consiglio d’Europa in materia di alloggio e di espulsioni e riportare la situazione in linea con la Carta sociale europea riveduta”. Gli atti di violenza contro i rom, alcuni per mano delle forze dell’ordine, indicano la necessità per le autorità italiane di migliorare la risposta agli episodi di violenza scatenati da motivazioni razziali. “È necessario migliorare la gestione dei reati di stampo razzista e combattere i comportamenti abusivi, di tipo razzista, da parte della polizia. Il dispositivo di controllo degli atti e dei reati a sfondo razzista dovrebbe essere maggiormente flessibile ed attento ai bisogni delle vittime”. Il Commissario ribadisce la sua raccomandazione alle autorità italiane di esaminare la situazione dei numerosi rom apolidi arrivati in Italia dall’ex Jugoslavia decenni fa, e dei loro figli, il cui numero attuale è stimato a circa 15000. Hammarberg auspica inoltre l’adozione di una strategia nazionale per l’integrazione sociale di rom e sinti in Italia, che sia di sostegno agli sforzi degli attori regionali e locali in questo campo, e propone, in un primo momento, la creazione di una task force a livello nazionale, incaricata di apportare tale supporto. “I sempre più frequenti arrivi dal Nord Africa hanno evidenziato il bisogno di una maggiore attivazione dell’Italia e dell’Europa per assicurare il rispetto dei diritti dei migranti, inclusi i richiedenti asilo: ciò vale innanzitutto per il soccorso in mare, ma anche per la loro accoglienza, la loro integrazione e per un certo numero di procedure giuridiche”, ha dichiarato il Commissario.

“Risulta imperativo che qualora dei migranti si trovino in situazione di emergenza in mare, il soccorso e la sicurezza di quest’ultimi prevalgano su ogni altro tipo di considerazione, ivi compresa la mancanza di chiarezza o di accordi, in particolare tra l’Italia e Malta, in merito alle responsabilità per gli interventi di salvataggio”, ha sottolineato. Il Commissario invita inoltre le autorità italiane ad evitare qualsiasi pratica che potrebbe tradursi nel rinvio di migranti in paesi dove rischierebbero di subire maltrattamenti o un respingimento indiretto. Sarebbe inoltre necessario migliorare le condizioni di accoglienza e di accesso all’asilo, in particolare attraverso lo sviluppo della capacità di programmi abitativi gestiti dal Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), finanziato da fondi pubblici, e sostenuto da una rete di autorità locali e organizzazioni no profit. I richiedenti asilo dovrebbero beneficiare di un adeguato accesso all’assistenza giuridica e contare su un sostegno psicosociale, qualunque sia il luogo in cui sono accolti. Relativamente al rimpatrio dei cittadini tunisini tramite “procedure semplificate”, il Commissario sollecita le autorità italiane a far sì che il sistema di garanzie dei diritti umani, in particolare l’accesso a procedure che permettano la contestazione delle decisioni di allontanamento, nonché il divieto delle espulsioni collettive, sia pienamente rispettato. Il Commissario esorta infine ad ottimizzare il processo d’integrazione dei rifugiati e dei titolari di una protezione internazionale all’interno della società italiana. “È indispensabile rafforzare la capacità delle autorità locali a fornire alloggio e servizi. Occorre inoltre agevolare l’accesso dei rifugiati all’acquisizione della nazionalità italiana, nonché accelerare la procedura da seguire per ottenere il ricongiungimento familiare”.

 

Council of Europe Commissioner for Human Rights, Thomas Hammarberg
Contatto con la stampa presso l’Ufficio del Commissario:

Stefano Montanari, +33 (0)6 61 14 70 37; stefano.montanari@coe.int
Seguite il Commissario su Twitter
Ufficio del Commissario per i diritti umani
Unità di Comunicazione
Tel: +33 (0)3 88 41 35 38 Fax:+33 (0)3 90 21 50 53
www.commissioner.coe.int press.commissioner@coe.int

PS Il documento con la risposta del governo italiano si trova in pié di pagina.

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4 agosto - accordo di integrazione
 
 
due anni fa entrava in vigore la legge 94/2009, ultima norma del cosiddetto Pacchetto Sicurezza che introduceva nel Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero l’art. 4-bis, comma 2  relativo all'obbligo di sottoscrizione di un Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato italiano ai fini del rilascio del permesso di soggiorno).
 
Più di un anno fa, il Governo aveva predisposto lo Schema di regolamento sull'accordo di integrazione e durante questi mesi la Conferenza Unificata Stato Regioni e il Consiglio di Stato hanno espresso i loro pareri sul testo.
 
Lo scorso 28 luglio, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Roberto Maroni e del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, ha approvato in via definitiva il regolamento che disciplina l’'Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato’.
 
Il regolamento stabilisce i criteri e le modalità per la sottoscrizione dell'Accordo che impegna lo straniero, attraverso un sistema di crediti, a raggiungere specifici obiettivi di integrazione nel periodo di validità del permesso di soggiorno.
 
Il percorso di integrazione avrà una durata biennale, i crediti iniziali saranno 16 e potranno essere incrementati mediante differenti attività (p. es. percorsi di formazione professionale, conseguimento di titoli di studio, iscrizione al SSN,  stipula di un contratto di locazione o acquisto di un immobile, attività di volontariato).
 
I crediti potranno essere anche decurtati (p.es., se gli stranieri non parteciperanno alla sessione formativa iniziale entro 60 giorni dall’ingresso in Italia, in presenza di una sentenza penale di condanna, anche non definitiva, o di misure di sicurezza personali o per aver commesso gravi illeciti amministrativi o tributari).

Se ad un mese dal termine di scadenza dei 2 anni dalla stipula dell'Accordo di integrazione non saranno raggiunti 30 crediti, l’Accordo sarà prorogato di un anno per raggiungere la soglia stabilita per considerare l’accordo adempiuto. 
Se i crediti saranno pari o inferiori a zero il permesso di soggiorno non potrà essere rinnovato e lo straniero sarà espulso.
 
L’obbligo di sottoscrivere l’Accordo sarà previsto per gli stranieri dai 16 anni in su che faranno ingresso in Italia dopo l’entrata in vigore del regolamento e che chiederanno un permesso di soggiorno superiore a un anno. Saranno esonerati gli stranieri che presentano patologie o handicap che limitano gravemente l’autosufficienza o tali da determinare gravi difficoltà all'apprendimento linguistico e culturale, le vittime della tratta, di violenza o grave sfruttamento, per le quali l’accordo è sostituito dal completamento del percorso di protezione sociale.
 
In pié di pagina (nota 4 agosto) riproponiamo una breve nota con alcune riflessioni in merito all'Accordo che era stata prodotta nel maggio 2010.
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 3 agosto
 
informiamo che nella seduta di ieri 2 agosto il Senato della Repubblica con 151 voti a favore, 129 contrari e nessun astenuto ha approvato in via definitiva, con alcune modifiche, il disegno di legge di conversione (n. 2825) del decreto legge n. 89 del 23 giugno 2011 recante "Disposizioni urgenti per il completamento dell'attuazione della direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione dei cittadini comunitari e per il recepimento della direttiva 2008/115/CE sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi irregolari" .