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NEV - CS82 - LA TERZA ASSEMBLEA ECUMENICA EUROPEA DI SIBIU

Chiese e Europa: il contributo specifico delle chiese all’unificazione. Il dialogo interreligioso come unico antidoto ai conflitti. Migrazioni e chiese europee: la sfida della lotta alla xenofobia
Roma, 7 settembre 2007 (NEV-CS82) - Gli oltre 2mila delegati cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti provenienti da tutta Europa presenti a Sibiu in Romania per la Terza Assemblea ecumenica europea (AEE3) nella giornata di ieri si sono riuniti in plenaria per parlare di: “La luce di Cristo e l’Europa”.
La AEE3 ha riflettuto sulla necessità di ridare profondità alla testimonianza di fede dei cristiani in Europa, superando una visione meramente culturale del cristianesimo per permettere ai credenti di presentarsi ai leader della politica come interlocutori inderogabili. Il processo di unificazione, il dialogo interreligioso e le migrazioni, in un continente sempre più multiculturale e multietnico, sono stati i temi in agenda.
Per parlare del tema centrale di ieri erano presenti nel capoluogo della Transilvania il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il presidente del Parlamento europeo René van der Linden.
Barroso ha sottolineato come il Trattato Europeo, appena modificato, riconosca espressamente il contributo specifico delle chiese e delle comunità religiose all’unificazione, un ruolo ancora più pertinente - ha specificato - quando si iscrive in uno spirito ecumenico. Solo fondandosi su precisi valori – ha aggiunto poi - l’Unione potrà essere molto di più di un mercato o di una società d’interessi. “Sono sicuro che l’Europa potrà contare su di voi - ha concluso – per superare le divisioni e ottenere quella che, con un’espressione ecumenica, si definisce ‘diversità riconciliata’”.
Van der Linden ha messo al centro della sua riflessione l’importanza del dialogo interreligioso e interculturale come antidoto ai conflitti. Si tratta di “una tra le maggiori speranze per il progresso verso la pace” ha detto, lanciando una proposta a favore di un trattato internazionale teso a proteggere chiese, moschee, sinagoghe e altri siti di culto di significato spirituale, perché “ogni distruzione di siti religiosi causa profonde ferite emotive, intensificando l’odio, aumentando i conflitti, impedendo la ricerca della pace”.
Nel pomeriggio l’AEE3 si è suddivisa nei tre “forum” su “Europa”, “religioni” e “migrazioni”. Nel corso di quest’ultimo particolare attenzione è stata rivolta alle sorti dei migranti nei paesi europei e al ruolo delle chiese nell’accoglienza. Jeff Crisp, consigliere speciale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), facendo riferimento alla parabola del buon samaritano, ha ricordato l’importanza del lavoro delle chiese in questo settore. Tra le sfide riconosciute dai partecipanti a questo forum soprattutto la lotta alla sempre crescente xenofobia in Europa, laddove lo straniero è subito equiparato ad un clandestino, se non addirittura ad un criminale. Doris Peschke, segretario generale della Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME), ha fatto notare che questo atteggiamento si estende anche alle minoranze europee autoctone, come i rom in Europa centrale o i sami in Europa del Nord.
La AEE3 è un evento organizzato congiuntamente dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) e dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (CCEE). Fino al 9 settembre 2100 delegati anglicani, cattolici, ortodossi e protestanti rifletteranno insieme sul tema generale “La luce di Cristo illumina tutti. Speranza di rinnovamento e unità in Europa”.
Oggi sono riuniti in plenaria per parlare di: “La luce di Cristo e il mondo”. Il pomeriggio della terza giornata è riservato ai dibattiti nei “forum” su: “Creato”, “Giustizia” e “Pace”.