<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1" ?>
<rss version="2.0">
<channel>
<title>Agenzia Stampa NEV</title>
<link>http://www.fedevangelica.it</link>
<description>News riguardanti notizie dal mondo evangelico italiano ed internazionale</description>
<copyright>Copyright 2008 - FCEI</copyright>
<item>
<title>Avviato il Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza - Essere chiesa insieme</title>
<link>http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000804.html</link>
<description>Roma (NEV), 25 gennaio 2012 - Circa quaranta partecipanti tra italiani e immigrati, provenienti soprattutto dalle chiese evangeliche del Nord, sono stati i protagonisti del primo seminario di LINFA (Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza) svoltosi presso il Centro metodista di Ecumene (Velletri, RM) dal 20 al 22 gennaio. Il Laboratorio nasce dalla cooperazione tra il programma Essere chiesa inerme (ECI) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), la Facolt&amp;agrave; valdese di teologia e il Dipartimento chiese internazionali (ICD) dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI). Al progetto partecipa anche il Servizio multietnico dell'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste (UICCA).&amp;quot;L'integrazione nella societ&amp;agrave; e nella chiesa&amp;quot; &amp;egrave; stato il tema centrale dell'incontro di Velletri che si &amp;egrave; strutturato in una serie di &amp;quot;laboratori&amp;quot; tesi a favorire la partecipazione attiva di tutti i presenti. Il tema generale &amp;egrave; stato affrontato sotto il profilo biblico (a cura della pastora Anne Zell e di Francesca Cozzi), del rapporto tra coscienza ed azione (Edouard Kibongui e Alessia Passarelli), delle strategie di comunicazione (Ga&amp;euml;lle Courtens dell'agenzia stampa NEV e Samuel Kpoti, pastore a Roma), delle politiche europee e delle esperienze nelle chiese italiane (Paolo Naso e Richard Ampofo). Le conclusioni sono state tratte dal pastore Carmine Bianchi, segretario dell'ICD, mentre il sermone finale &amp;egrave; stato affidato al pastore Eric Noffke, coordinatore di ECI. Concluso il seminario, lo studio e la riflessione proseguono a livello locale grazie a una serie di tutor incaricati di seguire individualmente i partecipanti al percorso di formazione. I prossimi incontri avranno luogo a Palermo (16-18 marzo) e Brescia (1-3 giugno); tra i temi sul tappeto quello della cura pastorale nei momenti della sofferenza e del rapporto tra le generazioni.&amp;quot;Questo programma di formazione nasce da un'esigenza molto concreta delle chiese evangeliche italiane - spiega Paolo Naso, responsabile di ECI - che non si limitano a predicare l'integrazione, ma in molte realt&amp;agrave; locali la vivono come la loro vocazione e la loro testimonianza. Gli immigrati, del resto, ormai costituiscono tra il 15 e il 20% dei membri delle chiese evangeliche italiane. Ma i numeri non bastano a costruire una chiesa multietnica e interculturale: occorrono un grande sforzo teologico, ecclesiologico, psicologico da parte di tutti. Occorrono anche tempo, coraggio e strumenti di lavoro. LINFA vuole essere il laboratorio nel quale si progettano e si costruiscono insieme&amp;quot;.&amp;nbsp;</description>
<guid isPermaLink="true">http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000804.html</guid>
<pubDate>25 01 2012</pubDate>
</item>
<item>
<title>Per la prima volta sinodali di 51 chiese evangeliche a confronto - Protestanti in Europa</title>
<link>http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000805.html</link>
<description>Roma (NEV), 25 gennaio 2012 - Ottanta delegati sinodali provenienti da 17 paesi europei di 51 chiese evangeliche si sono incontrati lo scorso fine settimana presso l'Accademia evangelica di Bad Boll (Germania) per ragionare insieme sul tema &amp;quot;Liberi per il futuro&amp;quot;, che sar&amp;agrave; anche il leitmotiv della prossima Assemblea generale della Comunione di chiese protestanti in Europa (CCPE) (vedi NEV 03/12). E' la prima volta che membri di Sinodi protestanti europei (presidenti, segretari esecutivi, legali, diaconali) hanno ragionato insieme su come meglio rinsaldare i legami tra i vari Sinodi europei. In particolare hanno sottolineato l'importanza del significato che hanno i &amp;quot;parlamenti della chiesa&amp;quot; per il futuro delle stesse chiese. All'incontro - promosso dalla CCPE e dalla Chiesa regionale del W&amp;uuml;rttemberg - hanno partecipato dall'Italia il pastore Giuseppe Platone, presidente dello scorso Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, la pastora valdese Eliana Briante, nonch&amp;eacute; Christiane Groeben, presidente del Sinodo della chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Un primo bilancio &amp;quot;decisamente positivo&amp;quot; &amp;egrave; stato espresso da Platone, che nel corso dei lavori &amp;egrave; intervenuto con una relazione sul tema : &amp;quot;Che cosa significa per noi la libert&amp;agrave;?&amp;quot;. &amp;quot;I protestanti amano la libert&amp;agrave;! - ha affermato Platone -. Considerano indispensabili i metodi democratici nell&amp;rsquo;organizzazione della vita delle chiese e intendono partecipare attivamente alla costruzione di un Europa in cui giustizia e rispetto dei diritti umani non siano parole vuote&amp;quot;.Il vicepresidente del Parlamento europeo Rainer Wieland intervenuto sul tema della crisi, ricordando lo spirito di pace che sta alla base della costruzione europea, ha salutato favorevolmente l'impegno dei Sinodi evangelici europei a favore dell'Europa.Al termine dei lavori - in puro stile sinodale - &amp;egrave; stata approvata a larga maggioranza una dichiarazione comune che mette a fuoco le seguenti priorit&amp;agrave;: rafforzare il confronto tra i Sinodi protestanti europei; valorizzare il metodo democratico nella vita delle chiese evangeliche di cui il Sinodo &amp;egrave; espressione irrinunciabile; partecipare responsabilmente alla costruzione dell&amp;rsquo;Europa in crisi valorizzando quanto espresso nella Charta Oecumenica e sottolineando la vicinanza alle persone; partecipare al processo che da qui porter&amp;agrave; al 2017, quando si celebrer&amp;agrave; il 500esimo anniversario della Riforma protestante. I partecipanti hanno anche inviato una lettera di solidariet&amp;agrave; alle chiese evangeliche in Medioriente che a met&amp;agrave; febbraio avranno la loro assemblea a Beirut (Libano).Molta soddisfazione per l'iniziativa &amp;egrave; stata espressa dal presidente della CCPE, il pastore riformato svizzero Thomas Wipf, che ha dato appuntamento all'Assemblea generale della CCPE, che si terr&amp;agrave; dal 20 al 26 settembre a Firenze, e che avr&amp;agrave; come motto il versetto biblico di Galati 5: 13-15, in cui l&amp;rsquo;apostolo Paolo parla dell&amp;rsquo;essere stati chiamati a libert&amp;agrave;. &amp;nbsp;</description>
<guid isPermaLink="true">http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000805.html</guid>
<pubDate>25 01 2012</pubDate>
</item>
<item>
<title>Strani cristiani d'Italia: il mensile “Jesus” dedica un dossier ai protestanti d'Italia - Editoria</title>
<link>http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000806.html</link>
<description>Roma (NEV), 25 gennaio 2012 - E' dedicato alla galassia evangelica italiana il corposo dossier del numero di febbraio di &amp;quot;Jesus&amp;quot;, mensile di cultura e attualit&amp;agrave; religiosa edito dai Paolini. &amp;quot;I protestanti oggi: strani cristiani d'Italia&amp;quot;: questo il titolo del dossier a cura del caporedattore della rivista Giovanni Ferr&amp;ograve; che - in occasione dell'annuale &amp;quot;Festa della libert&amp;agrave;&amp;quot; degli evangelici del XVII Febbraio - ha voluto rendere conto della &amp;quot;grande vitalit&amp;agrave; che attraversa le chiese evangeliche storiche e non&amp;quot;. La pubblicazione - che presenta le principali denominazioni protestanti (valdesi, metodisti, battisti, luterani, pentecostali) - vuole andare al di l&amp;agrave; degli stereotipi e offrire un'immagine reale dei protestanti nel nostro paese, senza tralasciare tematiche anche spinose come quella delle benedizioni delle coppie gay. &amp;quot;Abbiamo voluto confrontarci con i diversi modi di declinare il Vangelo nella vita concreta del XXI secolo, con tutte le sfide che questo approccio comporta&amp;quot;, ha affermato all&amp;rsquo;Agenzia stampa NEV Ferr&amp;ograve; sottolineando anche la dimensione plurale dell'evangelismo italiano: dalla presenza sempre pi&amp;ugrave; massiccia del pentecostalismo, alla componente sempre pi&amp;ugrave; numerosa dei migranti nelle comunit&amp;agrave;. &amp;quot;Un dato di fatto che sta ridisegnando profondamente il panorama religioso italiano nel suo complesso e di cui non si pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave; non tenere conto&amp;quot;, ha concluso Ferr&amp;ograve;. Scopo dell'operazione editoriale &amp;egrave; infatti quello di &amp;quot;far conoscere&amp;quot;, come si legge nella presentazione del dossier: &amp;quot;Sono radicati nel nostro Paese sin dalle origini della Riforma, anzi da prima di Lutero, eppure sono quasi sconosciuti dalla gran massa degli italiani. Restano una piccola minoranza eppure raccolgono un numero di adesioni attraverso l&amp;rsquo;otto per mille che &amp;egrave; dieci volte superiore al loro numero. Sono campioni di sobriet&amp;agrave; e senso del dovere, ma anche alla ricerca di una spiritualit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; &amp;lsquo;calda&amp;rsquo; ed emotiva. Insomma, la galassia dei protestanti italiani mostra un volto che non corrisponde agli stereotipi&amp;quot;. Il dossier raccoglie i contributi, tra gli altri, di: Laura Caffagnini, Ga&amp;euml;lle Courtens, Michele Lipori, Ai Nagasawa, Paolo Naso, Brunetto Salvarani, Iacopo Scaramuzzi, Vittoria Prisciandaro, Federica Tourn.La rivista &amp;quot;Jesus&amp;quot; (euro 4,50) si trova sin dai primi di ogni mese in edicola e nelle principali librerie cattoliche. Questo numero sar&amp;agrave; distribuito anche nelle librerie Claudiana di Torre Pellice, Torino, Milano, Firenze e Roma.</description>
<guid isPermaLink="true">http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000806.html</guid>
<pubDate>25 01 2012</pubDate>
</item>
<item>
<title>Il rammarico della FCEI per la sentenza della Corte europea di Strasburgo  - Crocifisso in aula</title>
<link>http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000678.html</link>
<description>Roma, 18 marzo 2011 (NEV-CS17) - In seguito alla pubblicazione della sentenza della Corte di Strasburgo nel caso Lautsi contro l'Italia sul crocifisso nelle aule scolastiche, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha dichiarato quanto segue: &amp;quot;La FCEI si rammarica che il 'caso italiano' sia stato ancora una volta occasione di una normativa eccezionale, che non realizza pienamente uno Stato laico, in cui tutti possano riconoscersi, senza discriminazione di credo religioso o altro (art. 3 della Costituzione italiana). I crocifissi continueranno a essere presenti nelle aule scolastiche e nei tribunali, ma per le minoranze che hanno ricevuto i diritti civili e di culto poco pi&amp;ugrave; di 150 anni fa, come le chiese evangeliche, questi crocifissi non rimanderanno a una comune appartenenza o cultura italiana. Essi appariranno invece, come sono, retaggio di una societ&amp;agrave; dominata dalla cultura cattolica e dai suoi simboli. Pur conoscendo, a livello ecumenico, che le forze migliori della chiesa cattolica si propongono di costruire insieme una societ&amp;agrave; di convivenza multireligiosa e interculturale, invitiamo ad approfondire il confronto sui temi della laicit&amp;agrave; e in particolare di una presenza plurale nella scuola pubblica&amp;quot;.&amp;nbsp;Nella sentenza della Corte di Strasburgo resa pubblica oggi si legge tra l'altro: &amp;quot;se &amp;egrave; vero che il crocifisso &amp;egrave; prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l&amp;rsquo;eventuale influenza che l&amp;rsquo;esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni. Inoltre, pur essendo comprensibile che la ricorrente possa vedere nell&amp;rsquo;esposizione del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche frequentate dai suoi figli una mancanza di rispetto da parte dello Stato del suo diritto di garantire loro un&amp;rsquo;educazione e un insegnamento conformi alle sue convinzioni filosofiche, la sua percezione personale non &amp;egrave; sufficiente a integrare une violazione dell&amp;rsquo;articolo 2 del Protocollo n&amp;deg; 1&amp;quot;.Inoltre la Corte europea considera che &amp;quot;non &amp;egrave; suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne&amp;quot;, dato che in Italia &amp;quot;il Consiglio di Stato e la Corte di Cassazione hanno delle posizioni divergenti sul significato del crocifisso e che la Corte Costituzionale non si &amp;egrave; pronunciata sulla questione&amp;quot;.&amp;nbsp;Con questa decisione la Grande Camera della Corte di Strasburgo a grande maggioranza (15 giudici contro 2) ha ribaltato quanto reso il 3 novembre 2009 in prima istanza all'unanimit&amp;agrave; dai 7 giudici della Camera.&amp;nbsp;</description>
<guid isPermaLink="true">http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000678.html</guid>
<pubDate>23 03 2011</pubDate>
</item>
</channel>
</rss>
