a cura di Marta Bernardini e Francesco Piobbichi

lo Sguardo di Lampedusa

images/headers/header_srm.jpg

Odori, sapori e storie da Lampedusa


Lampedusa, Agrigento (NEV), 28 ottobre 2015 - La sede di Mediterranean Hope a Lampedusa è un via vai di persone. Il campanello sembra suonare sempre. Passano amici, visitatori, ricercatori di vario tipo, conoscenti che chiedono un consiglio o semplicemente di essere ascoltati. Poi certo, meno poeticamente passa da qui anche chi ti aggiusta il tetto, ma anche le sue storie non vanno dimenticate. Stasera il campanello suona ancora di più. Senti tante voci dagli accenti più diversi ma soprattutto il profumo che si spande per tutte le stanze dell'appartamento. In cucina c'è chi, con un pentolone appoggiato sul pavimento, taglia le cipolle con mano svelta. Chi taglia la carne, prepara l'insalata o racconta della sua giornata. Stasera si mangia zighinì e tajine a Mediterranean Hope. Cibi tipici dell'Eritrea e del Marocco ma le nazionalità che si contano intorno alla tavola imbandita sono molte di più. La gioia semplice di condividere questo pasto dai mille odori e sapori sa di casa. Ognuno ci ritrova un pezzo della sua di casa, lontana o vicina. E prima di essere arrivati ai dolci, in questo caso tutti tipicamente siciliani, qualcuno intona canti dalle proprie terre. Una serata ricca, in cui cerchiamo di lasciarci alle spalle le fatiche di quest'isola. Perché a Lampedusa passa il mondo intero, e qui si intrecciano storie. Storie di salvezza, di speranza, ma anche di sconfitte e di ricordi dolorosi.

Lo sguardo di Scicli


di Osvaldo Costantini
Scicli, Ragusa (NEV), 28 ottobre 2015 – Che cosa sono gli Hotspot? Questo ci si chiedeva alla fine di settembre, quando il nuovo modello di ricezione, in linea con le direttive europee, istituiva questi nuovi centri in cui raccogliere le persone migranti provenienti dal mare. A onor del vero, non si trattava di nuove strutture, ma di una semplice ridefinizione giuridica dei vecchi CPSA stile Pozzallo e Lampedusa. A pochi giorni dall'avvio di questa nuova tipologia, la giornalista Iside Gjergji segnalava con timore che si trattasse di qualcosa di incerto, potenzialmente tendente al caos, poichè il decreto che istituiva (creava) gli hotspot non li definiva. La giornalista non considerava evidentemente che la non definizione può lasciare lo spazio, più che al caos, all'arbitrio tipico delle situazioni di vuoto di potere e di chiarezza giuridica.

Venti dal Nord Europa



Lampedusa, Agrigento (NEV), 21 ottobre 2015 - A Lampedusa ci si aspetta una tempesta che, come tutte le tempeste qui sull'isola, arriverà da lontano, confonderà la vista e influenzerà le normali attività dell'isola. Venti fino a 45 nodi in arrivo da nord-ovest. Chi conosce Lampedusa sa in che misura i venti condizionino lo svolgimento della vita dell'isola. Lampedusa, senza traghetto che la colleghi a Porto Empedocle, ancora una volta si stringerà su se stessa e cercherà di superare i giorni di isolamento aspettando che la tempesta passi, i venti si calmino e il tiepido autunno riavvolga le coste di questo scoglio in mezzo al Mar Mediterraneo. Almeno fino alla prossima tempesta.

Lampedusa e la sperimentazione dell'Hotspot


Lampedusa, Agrigento (NEV), 14 ottobre 2015 - L'unico hotspot realmente operativo in Europa in questi giorni è quello di Lampedusa, isola che si conferma ancora una volta luogo di sperimentazione e laboratorio per quanto riguarda le politiche della frontiera europea. Chi scrive non può dare un giudizio definitivo di cosa accadrà nei prossimi mesi, può però raccontare quello che è successo in questi giorni nell'isola.

Oltre il semplice ricordo


Lampedusa, Agrigento (NEV), 7 ottobre 2015 - Il gesso di Giusy colora il selciato davanti la chiesa del Santuario di Lampedusa. Dopo ore di paziente lavoro il suo disegno, alla cui creazione hanno partecipato anche altre persone dell'isola, diventerà un barcone che apre il "mare spinato" accompagnato da due mani che lo proteggono. Questo grande disegno sarà poi circondato con i pezzi dei barconi raccolti nell'isola, con adagiati sopra giubbotti di salvataggio e coperte termiche. Attorno a questa immagine, che ricorda i morti del 3 ottobre 2013, si svilupperà poi la cerimonia interreligiosa "Memoria tra mare e cielo", in un luogo che è stato fra i primi del Mediterraneo a connotarsi proprio per la compresenza tra fedi diverse.

Contatti

cassetta lettere
Federazione delle chiese evangeliche in Italia

Via Firenze 38 - 00184 Roma  (Italia)

tel. 06.48.25.120 - fax 06.48.28.728 - fcei@fcei.it