Memoria. Il presidente della FCEI scrive a Gattegna, presidente delle Comunità ebraiche


Roma (NEV), 27 gennaio 2016 – "Profonda vicinanza spirituale" è stata espressa in una lettera inviata a Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (UCEI), dal presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), il pastore Luca Maria Negro, in occasione del Giorno della Memoria del 27 gennaio, sottolineando l'importanza del "doveroso esercizio della memoria".

Di seguito stralici della lettera: "Le nostre rispettive comunità hanno intrapreso da molti anni un cammino di amicizia e di collaborazione che è fonte di arricchimento reciproco. Esse hanno inoltre in comune, nel nostro Paese, una storia di discriminazioni e persecuzione. Quest'anno ricorre il Quinto Centenario dell'istituzione del ghetto ebraico a Venezia, e la nostra memoria di protestanti corre a quel 'ghetto alpino' in cui per secoli furono costrette a vivere le comunità valdesi, fino a quel 1848 in cui anche gli ebrei ottennero i diritti civili. Quest'anno la memoria della Shoah – prosegue la lettera – è stata ravvivata anche dalla deposizione, in molte città, di numerose 'pietre d'inciampo', che ci hanno ricordato la drammatica deportazione degli ebrei nei campi di sterminio. Un'altra occasione per questo doveroso esercizio della memoria è stata il conferimento, nel dicembre scorso nella sinagoga di Firenze, del titolo di 'Giusta fra le nazioni' alla valdese Gina Silvestri Sabatini per l'aiuto fornito a varie famiglie ebraiche in fuga verso la Svizzera durante la seconda guerra mondiale. Ho voluto – conclude Negro – citare questi esempi al di fuori del Giorno 'ufficiale' della memoria anche perché il limite di giornate come questa è che non è sufficiente esercitare la memoria una sola volta l'anno: in un tempo segnato da rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza e populismo l'esercizio della memoria non può rimanere confinato in una sorta di 'ghetto temporale' ma deve essere una preoccupazione costante e quotidiana di chi ha a cuore la pace e la convivenza civile".

 

Visita di papa Francesco ai valdesi

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