"La Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia è costituita
dalle Chiese, Unioni di Chiese ed Opere che si riconoscono unite
dalla comune vocazione di testimonianza e di servizio" (Statuto,
art. 1).
Tra le chiese membro della FCEI (elencate a seguire) si annoverano
quasi tutte le denominazioni "storiche" del protestantesimo italiano
e alcune chiese di area pentecostale-carismatica, che insieme rappresentano
una popolazione evangelica di circa 65.000 persone.
La Chiesa evangelica luterana
in Italia (CELI), fondata nel 1949, ha circa 7.000 membri in
12 comunità sparse su tutto il territorio italiano, in maggioranza
di lingua tedesca. Nella dottrina, nell'etica e nella vita spirituale
la CELI segue le fondamenta gettate da Martin Lutero e dai teologi
a lui legati. I rapporti della CELI con lo Stato italiano sono regolati
dall'Intesa del 1995. La CELI è membro della Federazione
luterana mondiale (FLM), della Conferenza delle chiese europee
(KEK) e della Comunione delle chiese
protestanti europee (CCPE-Concordia di Leuenberg) e ha stretti
contatti con la Chiesa evangelica di Germania e con le Chiese evangeliche
luterane unite in Germania. La comunità più antica è quella di Venezia,
la cui storia può risalire fino al periodo della Riforma, mentre
le comunità di Trieste e Bolzano sono fondate rispettivamente nel
1778 e nel 1889, quando tali zone fanno parte dell'impero asburgico.
La Chiesa evangelica valdese, nata da un movimento popolare di povertà e libera predicazione del XII secolo, che nel 1532 aderisce alla Riforma protestante. In seguito a sanguinose persecuzioni, dal XVI secolo i valdesi sopravvivono nelle Valli del Piemonte finché, ottenuti i diritti civili nel 1848, si diffondono in tutta Italia. Attualmente i valdesi in Italia sono circa 30.000 e aderiscono all'Alleanza riformata mondiale (ARM).
Le chiese metodiste nascono nel XVIII secolo in Inghilterra da un movimento di risveglio religioso, diffusosi in seguito in America e in altri paesi. In Italia si costituiscono gruppi metodisti ad opera di predicatori inglesi e americani nel XIX secolo, nel contesto di risveglio culturale del Risorgimento. Durante il ventennio fascista la missione americana, duramente colpita dal regime, viene inglobata da quella britannica. Nel 1961 nasce la Conferenza metodista d'Italia, emancipata dalla Conferenza britannica. Attualmente i metodisti italiani sono circa 5.000, diffusi in tutto il territorio del paese, e fanno parte del Consiglio metodista mondiale, che conta circa 70 milioni di fedeli in 130 paesi.
Valdesi e metodisti costituiscono l'Unione delle chiese metodiste e valdesi, nata nel 1979 da un Patto di Integrazione seguito ad una crescente collaborazione a partire dal dopoguerra. Le due chiese hanno in comune l'organizzazione sinodale-rappresentativa, l'amministrazione (Tavola valdese), la Facoltà di teologia e il corpo pastorale. L'Unione delle chiese metodiste e valdesi fa parte del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), della Conferenza delle chiese europee (KEK) e della Comunione delle chiese protestanti europee (CCPE-Concordia di Leuenberg) e i suoi rapporti con lo Stato italiano sono regolati dall'Intesa del 1984.
L'Esercito
della Salvezza è un movimento organizzato di cristiani militanti,
impegnati nell'evangelizzazione in 109 paesi, che affiancano alla
predicazione della Parola di Dio opere sociali di vario genere (scuole,
case per bambini, ostelli per senza fissa dimora, ospedali, programmi
di emergenza per i disastri).
Come un esercito, il movimento ha una struttura gerarchica con quartier
generale internazionale a Londra. Fondato nel 1878 dal pastore inglese
William Booth dal precedente movimento chiamato Missione cristiana
(a sua volta fondato nel 1865), l'Esercito che combatte contro il
peccato adotta una terminologia militare, bandiere, distintivi,
uniformi e un sistema di gradi militari. Ben presto comincia a crescere
rapidamente e si diffonde anche all'estero, giungendo in Italia
nel 1887, dove oggi è presente in circa 40 località e conta circa
2.000 fedeli.
L'Unione cristiana
evangelica battista d'Italia (UCEBI), fondata nel 1956, raccoglie
l'eredità dell'Unione cristiana apostolica battista (UCAB), sorta
nel 1884 ad opera delle missioni battiste inglese e americana giunte
in Italia negli anni '60 del XIX secolo.
I battisti italiani appartengono alla famiglia di chiese evangeliche
sorte dalla Riforma e si richiamano alle dottrine fondamentali del
protestantesimo, ma praticano soltanto il battesimo dei credenti
(non dei bambini) e hanno un'ecclesiologia di tipo congregazionalista
(basata sull'autonomia delle comunità locali).
L'UCEBI fa parte di organismi internazionali come l'Alleanza
battista mondiale, la Federazione
battista europea, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC)
e la Conferenza delle chiese Europee (KEK). Attualmente raggruppa
circa 120 Chiese sparse su tutto il territorio nazionale per un
totale di 5.000 membri adulti effettivi ed una popolazione totale
di circa 15.000 persone.
La Comunione di chiese libere è costituita da
un gruppo di comunità evangeliche libere di tipo battista, presenti
soprattutto in Campania, che hanno in comune l'interpretazione letterale
della Bibbia, l'indipendenza formale delle singole comunità e il
battesimo dei credenti.
La Chiesa apostolica italiana, con sede a Prato,
fa riferimento al movimento indipendente d'ispirazione pentecostale
degli apostolici, nato all'inizio del XIX secolo in Galles per ristabilire
la purezza della chiesa al tempo degli apostoli. Le comunità apostoliche
hanno una base di fede prettamente biblica e i ministeri di apostolo,
pastore, profeta e anziano.
La Comunità cristiana "Fiumi di Vita" di Napoli
è una chiesa che si ispira al movimento pentecostale, nato negli
Stati Uniti all'inizio del XX secolo come risveglio popolare fondato
sui segni della presenza dello Spirito Santo.
Il pentecostalismo si sviluppa in Italia tra gli anni '20 e '50,
al punto da destare la preoccupazione delle autorità politiche e
da restare praticamente fuori legge fino al 1959.
La Comunità evangelica di confessione elvetica di Trieste prende il nome
dala Confessio Helvetica Posterior del 1566, uno dei più importanti
documenti della fede riformata svizzera.
Dopo l'arrivo dei primi svizzeri a Trieste nel 1751, la comunità
elvetica viene ufficialmente costituita nel 1782. Per tutto il XIX
secolo la comunità è molto attiva in ambito culturale e filantropico,
ma dopo la prima guerra mondiale subisce una forte diminuzione dei
propri membri a causa dei trasferimenti di commercianti e finanzieri
in seguito alla diminuita importanza della funzione imprenditoriale
di Trieste con il suo passaggio all'Italia.
Dopo la morte dell'ultimo pastore elvetico, nel 1927 viene stipulata
una convenzione (tuttora vigente) con la Chiesa valdese, per cui
il pastore valdese cura anche la comunità elvetica.
La St. Andrew's Church of
Scotland di Roma è una chiesa presbiteriana di lingua inglese, fondata
dalla missione scozzese nel 1862, alle origini dell'evangelizzazione in
Italia.