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Crollo del muro
Le chiese e la rivoluzione pacifica nella Germania dell'Est
Roma (NEV), 11 novembre 2009 - Nel giardino del Centro ecumenico di Ginevra, sede del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) e di altri organismi di chiese europei e mondiali, si ergono due grandi frammenti del muro di Berlino, donati dal primo governo liberamente eletto della Germania dell'Est alla Conferenza delle chiese europee (KEK) in segno di riconoscenza per il ruolo che le chiese ebbero nella “rivoluzione pacifica” che precedette il crollo del muro il 9 novembre 1989.
“Vent'anni fa i cristiani della Germania dell'Est, grazie alla loro speranza e perseveranza, contribuirono in modo significativo al crollo del muro di Berlino”, ha ricordato in questi giorni il segretario generale del CEC, Samuel Kobia. Da più parti esponenti politici e leader cristiani hanno voluto ricordare come le chiese evangeliche della Germania orientale furono un importante catalizzatore per il movimento di opposizione dell’ex DDR. Kobia ha tenuto a sottolinearne la natura non-violenta: “Un movimento che ebbe inizio con le preghiere e le vigilie a lume di candela nella 'Nikolaikirche' di Lipsia e che da lì si diffuse in tutto il paese ispirando ed incoraggiando la popolazione ad affrontare la polizia e i servizi segreti del regime in modo efficace e pacifico”.
Importante fu in questa ottica il processo per la giustizia, la pace e l'integrità del Creato portato avanti già dall'inizio degli anni '80 dal CEC. Nella primavera del 1989 le chiese della Germania dell'est organizzarono delle assemblee ecumeniche a Magdeburgo e Dresda proprio su questi temi. Sempre sui temi della pace e della giustizia verteva anche il lavoro preparatorio in vista della prima Assemblea ecumenica europea di Basilea che si sarebbe tenuta da lì a poco.
In una nota diffusa dal CEC anche il pastore Konrad Raiser, già segretario generale del CEC dal 1993 al 2003, ha ricordato il ruolo delle chiese e del movimento ecumenico nella “rivoluzione pacifica” del 1989. Lo stesso ha fatto Colin Williams, segretario generale della KEK, in una lettera indirizzata il 9/11 a Margot Kässmann, neoeletta presidente della Chiesa evangelica tedesca (EKD).
“Le chiese protestanti furono i 'campi base' della rivoluzione. La gente andava dalle preghiere per la pace alle proteste in strada con serietà protestante, con disarmante ragionevolezza e disciplina'' ha affermato Werner Schulz, ex-dissidente del regime di Honnecker e oggi europarlamentare. ''Non è stato solo uno scherzo della storia, il fatto che siano stati i cristiani ad avere ruoli di primo piano verso la fine degli anni '80'', ha invece osservato il pastore Christian Wolff della chiesa di San Tommaso a Lipsia. Il pastore Christian Führer, che all'epoca animava le “preghiere del lunedì” nella Nikolaikirche di Lipsia ha ricordato le migliaia di persone che ogni lunedì, dopo la preghiera, manifestavano per le riforme fino ad arrivare al 9 ottobre 1989, in cui furuno in 70 mila. Il teologo evangelico e filosofo Richard Schröder, alludendo al fatto che il 9 novembre del 1989 a Berlino non fu versata una sola goccia di sangue, ha affermato: “Anche se le chiese non furono in prima istanza le attrici della caduta del regime della DDR, senza di esse la rivoluzione del 1989 avrebbe potuto avere un esito assai diverso”. Infatti, secondo l'Agenzia ASCA nel 1988, la Stasi - la polizia segreta dell'ex-Germania Est - contava 160 gruppi di protesta, quasi tutti legati ad una chiesa. Tra queste figurava anche la chiesa del Getsemani di Prenzlauerberg a Berlino, dove proprio lo scorso lunedì, nella mattinata del 9 novembre, i festeggiamenti per il ventennale della caduta del muro hanno preso il via con una celebrazione ecumenica organizzata dalla EKD e dalla Conferenza episcopale tedesca (DBK). La celebrazione è stata presieduta dal vescovo luterano di Berlino-Brandeburgo, Wolfgang Huber, presidente uscente della EKD, dall'arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della DBK, nonché dal cardinale di Berlino Georg Sterzinsky. Alla preghiera ecumenica presenti anche il presidente federale tedesco Horst Köhler e la cancelliera Angela Merkel. Nel corso della celebrazione è stato commemorato anche un altro 9 novembre, quello del 1938, quando il Terzo Reich organizzò la terribile notte dei pogrom, che di fatto segnò l'inizio dello sterminio degli ebrei.