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Violenza sulle donne
Il protestantesimo femminile dice "no"
Roma (NEV), 4 marzo 2009 - La violenza, in particolare quella domestica, perpetrata quindi in ambito famigliare, è la principale causa di morte e invalidità per le donne, più del cancro o degli incidenti automobilistici. Un fenomeno sommerso: le violenze non vengono denunciate nel 93% dei casi, mentre il 90% delle violenze e degli stupri avvengono fra le mura domestiche ad opera di mariti, conviventi, fidanzati, ex-mariti, padri, fratelli, zii. Ecco alcuni dati sulla violenza contro le donne ricordati in occasione della tavola rotonda intitolata "L'amore non sopporta tutto", organizzata dalla Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) e dalla rivista "Confronti" svoltasi ieri a Roma presso la Camera dei Deputati. Scopo dell'iniziativa quello di "rompere il silenzio portando avanti una vera e propria campagna informativa all'interno e all'esterno delle chiese" ha spiegato la presidente della FDEI, Margherita Van der Veer, ricordando come la stessa FDEI sia impegnata da più di dieci anni su questi temi: "Il fenomeno della violenza contro le donne è soprattutto culturale, un problema che per troppo tempo anche le chiese, Bibbia alla mano, hanno giustificato. Vogliamo invitare a riflettere seriamente sul messaggio cristiano che è di amore, e non della legge del più forte".
Sono intervenuti, tra gli altri, il direttore di “Confronti” Gian Mario Gillio; Cinzia Dato, già parlamentare del centrosinistra nella scorsa legislatura; la presidente dell'associazione “Donne in genere” Gianna Urizio, valdese; Stefano Ciccone dell'associazione “Maschile plurale”. Tutti e tutte d'accordo nel dire che si tratta di un problema strutturale della nostra cultura, di fatto ancora nemica della libertà femminile percepita come minaccia, ma anche per sottolineare la necessità di non lasciare sole le vittime di violenza.
La data scelta per questa iniziativa è coincisa con l’arrivo a Roma della "Staffetta dell’anfora contro la violenza", promossa dell'Unione donne in Italia (UDI) e presentata alla tavola rotonda dalla sua presidente Pina Nuzzo: "L’anfora è partita il 25 novembre 2008 da Niscemi, dove la giovanissima Lorena Cultraro è stata barbaramente uccisa da suoi coetanei, ed approderà a Brescia il 25 novembre 2009, dove la giovane pakistana Hina Saleem è stata sgozzata dal padre e dal fratello. Un viaggio lungo un anno che si svolge a tappe in tutta Italia, per incontrare e dialogare con donne e uomini sui temi della violenza contro le donne".
L'incontro si è concluso con l'intervento della pastora battista Elisabeth Green la quale ha ricordato le responsabilità anche delle chiese, auspicando che queste ultime possano invece essere "luoghi di accoglienza per le donne vittime di violenza, luoghi di formazione per gli uomini dove trovare modi nonviolenti per esprimersi, luoghi soprattutto di rispetto reciproco e di libertà, maschile e femminile". Ha moderato l'incontro il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) Domenico Maselli.