NEV-CS50 - NO AL CORANO AL ROGO
I battisti italiani prendono le distanze dal pastore statunitense. "La tradizione battista è incompatibile con la violenza espressa dal gesto di dar fuoco al Corano"
Roma, 9 settembre 2010 (NEV-CS50) - "Bruciare il Corano: un atto di intolleranza e ostilità". In una nota diffusa ieri, l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), ha preso le distanze da Terry Jones, il pastore evangelico statunitense della Florida che progetta di bruciare copie del Corano nella ricorrenza dell'11 settembre. "In esso si scorge un atto di intolleranza religiosa e di netta ostilità contro i credenti di fede islamica. Tutto ciò contraddice i passi che compiamo nel dialogo interreligioso per una migliore conoscenza reciproca tra le fedi e per far sì che le religioni siano strumento di pace. La difesa della civiltà non passa per gesti di intolleranza e di scontro. Per essere credibile essa deve abbandonare la strada dell'odio e percorrere quella dell'amore". La nota si conclude con una precisazione. L'UCEBI tiene a far notare che "Terry Jones non risulta essere pastore di una chiesa battista e la piccola comunità da lui guidata (Dove World Outreach Center) non appartiene ad alcuna denominazione battista". Invece, "la tradizione battista ha fatto della libertà e del rispetto di tutte le fedi uno dei punti irrinunciabili del suo insegnamento ed è incompatibile con l'intolleranza e la violenza espressa dal gesto di dar fuoco al Corano" (www.ucebi.it).
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