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Acqua privatizzata
Maffei: preoccupazione per la legge in discussione in Parlamento
Roma (NEV), 18 novembre 2009 - Un elemento costitutivo della vita come l\'acqua non può diventare un bene privato. È questa la grave preoccupazione espressa dalla pastora Anna Maffei, presidente dell\'Unione cristiana evangelica battista d\'Italia (UCEBI), in relazione alla legge in discussione in Parlamento sul passaggio alla gestione privata dei servizi idrici. “L\'UCEBI – si legge in un comunicato di Maffei - esprime grande preoccupazione per una decisione che sottrae alla gestione pubblica un bene che appartiene a tutti e lo affida alla gestione privata il cui obiettivo è pur sempre il profitto”. Per la presidente battista il progetto del governo demanda ad altri dei compiti che sono specifici della pubblica amministrazione: una decisione che toglie garanzie ai cittadini, colpisce i più deboli e non garantisce efficienza, come dimostrano i casi della città colombiana di Cochabamba e la stessa Parigi, entrambe passate a gestione privata dell\'acqua per poi fare marcia indietro. Per questo, conclude Maffei, “consapevole che la privatizzazione di una delle risorse più preziose compromette anche i valori della condivisione, della cooperazione e della partecipazione, valori che sono alla base della fede cristiana, l\'Unione battista esorta le chiese a prendere coscienza di questo grave problema aderendo alle sollecitazioni non-violente dei movimenti a difesa dell’acqua pubblica”.
Per informazioni:
Agenzia NEV - Notizie Evangeliche
Federazione delle chiese evangeliche in Italia
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fax 06/48.28.728
e-mail: Agenzia Stampa NEV